Immagine Tartaruga logo noturtle Immagine Tartarughe Ammassate
Home
Articoli
 
Tartarughe senza famiglia
di Ettore Degli Esposti (ENPA Milano) - dalla rivista dell'ENPA, settembre 1998

Il caso delle Trachemys scripta elegans: nonostante la loro importazione sia vietata da un regolamento comunitario, ogni anno ne arrivano in Italia alcuni milioni. Ma la maggior parte non supera l'anno di vita.

Ogni anno, secondo le cifre ufficiali diffuse dal Ministero per il Commercio con l'Estero, vengono importate in Italia quasi 900.000 piccole testuggini della specie Trachemys, comunemente denominate tartarughe dalle orecchie rosse per la presenza di una stria retroculare rossa ai lati dei capo. In realta` le stime dei ministero sono decisamente inferiori al reale commercio di questa specie. Basti pensare che soltanto in Lombardia circolano piu` di 300.000 tartarughe. Presumibilmente il traffico internazionale verso il nostro Paese raggiunge - e forse supera - i 415 milioni di esemplari all'anno in Italia.

Queste testuggini d'acqua sono originarie dei Nord America, dove vengono appositamente allevate - in Louisiana e Mississippi - per soddisfare le richieste dei mercato internazionale di piccoli animali domestici. La stragrande maggioranza, probabilmente piu` del 90 per cento, non supera l'anno di vita per la mancata osservanza da parte degli acquirenti delle piu` elementari norme di allevamento e custodia, dovuta principalmente alla scarsa e cattiva informazione sui reali bisogni della specie ed alla leggerezza con la quale molti acquistano animali il cui costo al dettaglio e` bassissimo. Il loro allevamento viene presentato dalla maggior parte dei negozianti di animali come tra i piu` semplici. Raramente viene rammentato ai clienti che gli esemplari acquistati sono i neonati di una specie che nell'eta` adulta puo` raggiungere i 25 cm di lunghezza e superare il chilo di peso.

Una certa percentuale, sia per la capacita` dei proprietario che per alcune favorevoli combinazioni, riesce a sopravvivere e a crescere fino alle dimensioni dell'animale adulto. Ma la disinformazione al momento dell'acquisto sulle problematiche legate all'aumento delle dimensioni (spazio necessario, filtrazione e relativa igiene dell'acqua, alimentazione, temperature, ecc.) e il costo elevato delle necessarie attrezzature provocano, come per altri animali domestici, un notevole feno meno di abbandono.

Gran parte degli esemplari di Trachemys "abbandonati" viene introdotta in ambienti umidi piu` o meno naturali, senza alcuna considerazione delle possibili interrelazioni negative di questa specie esotica con la rimanente fauna selvatica nostrana (in particolare con la Testuggine palustre europea, la Emys orbicularis). Per di piu` le stesse Trachemys, se allevate in condizioni di temperatura e di alimentazione privilegiate, finiscono per non adattarsi alle difficolta` ambientali e per soccombere in pochi mesi, anche a causa delle limitate disponibilita` trofiche dei luoghi di rilascio.

La stragrande maggioranza degli stagni e degli altri corpi idrici di molte citta` italiane ospitano popolazioni piu` o meno cospicue di tartarughe ad orecchie rosse. A queste, che gia` vivono in condizioni ambientali e si affollamento al limite della sopravvivenza, si aggiungono costantemente nuovi esemplari abbandonati da altri acquirenti. E il fenomeno dei rilascio incondizionato non accenna minimamente a interrompersi.

Sul fronte normativa, il Regolamento n. 2551/97 del 19/12/97 della Commissione delle Comunita` Europee, che sospende l'introduzione nella Comunita` di esemplari di talune specie di fauna e flora selvatiche (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea n. 15 del 23/02/98), vieta specificatamente l'importazione delle Trachemys scripta elegans nel nostro Paese sia di provenienza selvatica che di allevamento. L'applicazione dei Regolamento, che non necessita di particolari ratifiche e pertanto e` ufficialmente in vigore, spetta ora al Corpo Forestale dello Stato ed ai competenti uffici doganali.

Nonostante l'importanza dell'entrata in vigore di questa norma, vanno peraltro presi in considerazione due fattori che non consentono ancora al momento di abbassare la guardia e che costringeranno tutte le componenti interessate ad attivarsi per prevenire il fenomeno dell'abbandono di questi animali. Il primo aspetto da considerare e` che ancora esistono centinaia di migliaia di animali presenti nelle abitazioni od importati durante lo scorso inverno in data antecedente all'entrata in vigore dei Regolamento e che verranno distribuiti al dettaglio; la maggioranza di questi soggetti e` ovviamente destinata a crescere fino alle scomode dimensioni dell'animale adulto e a creare i problemi sopra evidenziati.

Il secondo fattore, decisamente piu` importante, deriva dalla specificita` dei Regolamento CEE che esclude dall'importazione soltanto una sottospecie ben precisa di Trachemys (la scripta elegans), consentendo cosi` agli allevatori statunitensi di sostituire la specie allevata ed aggirare la norma. Esistono, infatti, numerose specie palustri d'oltreoceano, quali la Trachemys scripta troosti, la Pseudemys concinna e la Pseudemys floridiana, la Chrysemys picta o le diverse Graptemys ssp che potranno surrogare efficacemente la sottospecie vietata, affascinando di certo i nuovi acquirenti con la loro gamma di colorazioni e forme diverse.

Il fenomeno non e` nuovo. Lo stesso era accaduto dopo il divieto previsto dalla Legge 150/92 di importazione, commercio e detenzione delle specie piu` comuni di testuggini mediterranee (Testudo hermanni, graeca e marginata), quando il mercato si indirizzo` sulla vendita di tartarughe scatola (genere Terrapene), simili nell'aspetto alle testudo, ma profondamente diverse in quanto semipalustri e quindi bisognose di specifici terracquari, temperature ed alimentazioni bilanciate e controllate. La grande maggioranza di questi animali, abituati in natura a vivere in ambienti paludosi, fu custodita allo stesso modo e con la stessa alimentazione vegetariana delle specie terrestri e destinata alla morte dopo pochi dolorosi mesi di sofferenza in cattivita`.

Analoga situazione si verifica attualmente con la vendita di altre specie di testuggini terrestri, come la Testudo horsfieldii, la tartaruga terrestre con l'areale di distribuzione piu` settentrionale del Paleartico occidentale (steppe del Kazakistan), un animale colpevole solo di possedere un aspetto simile alle nostre testuggini mediterranee e destinato a soffrire tragicamente la cattivita` nei nostri climi. Potrebbero essere comunque migliaia gli esempi che ci possono mostrare come, quando la normativa esclude una specie, il mercato si indirizzi rapidamente su altre che vengono presto "consumate" nella vendita al dettaglio. La Sezione ENPA di Milano ha avviato da tempo un progetto in collaborazione con l'Acquario Civico, il Centro Studi Erpetologici EMYS presso il Museo di Storia Naturale e la Fondazione Bellerive per la ricollocazione in ambienti seminaturali protetti e circoscritti degli animali ceduti dai cittadini. Nel corso degli ultimi due anni sono stati ritirati piu` di 800 soggetti adulti, di cui gran parte reimmessi in stagni e bacini artificiali nell'hinterland milanese. La comunita` scientifica europea ed internazionale ha gia` richiesto piu` volte ai governi l'emissione di provvedimenti che bandiscano l'importazione di giovani tartarughe sulla scorta delle implicazioni di carattere ecologico di cui sopra ed anche in virtu` della supposta pericolosita` della trasmissione di infezioni a carattere zoonosico (salmonelle) di cui questi animali sono potenzialmente portatori.

Il bando dell'importazione di questi animali si rende quindi necessario per una vasta gamma di motivazioni tra le quali quelle di carattere ambientale (rilascio in natura degli adulti), sanitario (salmonelle), commerciale (ipotesi di truffa nei confronti degli acquirenti) ed etico (elevata moria). Negli stessi Stati Uniti d'America, il principale esportatore di Trachemys, vige una regolamentazione che vieta il commercio interno degli esemplari al di sotto dei dieci centimetri di lunghezza: in questo modo gli eventuali acquirenti non possono mai essere ingannati sul fatto di aver acquistato una tartaruga "nana" (fatto frequentissimo in Italia) e possono rendersi ben conto di quale sia l'onere della loro gestione in cattivita`.

Torna al menu' approfondimenti
 
NoTurtle.org   |   Avvertenze  |  Chi Siamo