Articolo 727 Maltrattamento di animali - Legge 22 novembre 1993, n.473
Maltrattamento e abbandono degli animali
Chiunque incrudelisce verso animali senza necessità o li sottopone a strazio o sevizie o a comportamenti e fatiche insopportabili per le loro caratteristiche anche etologiche, o li detiene in condizioni incompatibili con la loro natura o abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l'ammenda da 1032.9 Euro (lire 2 milioni) a Euro 5164.57 ( lire 10 milioni). La pena è aumentata se il fatto è commesso con mezzi particolarmente dolorosi, quale modifica del traffico, del commercio, del trasporto, dell'allevamento, della mattazione o di uno spettacolo di animali, o se causa la morte dell'animale: in questi casi la condanna comporta la pubblicazione della sentenza e la confisca degli animali oggetto del maltrattamento, salvo che appartengano a persone estranee al reato. Nel caso di recidiva la condanna comporta l'interdizione dall'esercizio dell' attività di commercio, di trasporto, di allevamento, di mattazione o di spettacolo.
Qui potete trovare un esempio di modulo per l'esposto.
L'Art. 727 del C.P. punisce con multe da 1032.9 Euro a Euro 5164.57 i maltrattamenti degli animali e l'abbandono di animali domestici.
Se il maltrattamento è ancora in corso segnalatelo con urgenza onde evitare il protrarsi del reato in base all'Art. 55 del C.P. La condizione di maltrattamento o malnutrizione può essere accertata e repressa da qualsiasi pubblico ufficiale o da un veterinario dell'USSL o da una guardia zoofila dell'E.N.P.A.
Gli animali devono essere tenuti in condizioni compatibili con la natura propria della specie, valutata anche secondo le necessità etologiche dell'animale. Ciò vuol dire in pratica che è vietato tenere cani alla catena cortissima tutto il giorno, che questi devono avere cibo, acqua ed un riparo dal freddo, dalla pioggia, dal sole.
La violazione dell'articolo 727 C.P. costituisce al momento reato. Non e' stato infatti depenalizzato. Questo e' un punto fondamentale, perche' se fosse stato depenalizzato si sarebbe trasformato in una semplice infrazione amministrativa di ordine pecuniario, senza procedimento penale e soprattutto senza le possibilità di intervento preventivo consentito per mezzo della polizia giudiziaria sulla base del codice di procedura penale (perquisizioni, ispezioni, sequestri, etc.).
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