Oggi a Trieste non si vendono piu' tartarughe d'acqua
di Giuliano Sadar - esclusiva di noTurtle.org
Niente più tartarughe d’acqua nei negozi di animali di Trieste.
La vendita è vietata dal Comune.
E’ “bastato” un emendamento al REGOLAMENTO SULLA TUTELA DEGLI ANIMALI e nel Comune di Trieste, prima città in Italia, la vergogna di questo commercio contro cui il nostro sito combatte da più di un anno, ha finito di esistere.
La “manovra”, ideata da Giuliano Sadar, e dalla presidente del Coordinamento Animalista-Ecologista Friuli Venezia Giulia Chiara Bernardoni, ha avuto l’aiuto decisivo del consigliere comunale DS Fabio Omero che ha proposto l’emendamento.
Il Comune per qualche settimana ha fatto orecchie da mercante al divieto, confidando nell’apatia e nel pilatesco atteggiamento di chi il Regolamento doveva farlo rispettare (vigili urbani, guardie forestali, carabinieri, guardie zoofile).
Poi la campagna di protesta e il fiume di e-mail verso sindaco di Trieste, assessore, organi di stampa eccetera, ha ottenuto l’effetto sperato.
Bisognerà ancora vigilare, ma è indubbio che un primo piccolo grande obiettivo è stato raggiunto.
Si tratta certo una vittoria parziale: questi animali continuano a essere ignobilmente commerciati altrove, e il problemi posti dello sfruttamento degli animali sono tantissimi.
Ma credo che almeno due buone indicazioni si possano trarre:
1 - Ognuno a casa sua può fare qualcosa: l’esempio del consigliere triestino Omero, che non è propriamente un animalista, ma si è prestato all’emendamento, significa che trovando le persone giuste si può fare. Resta salva la nostra campagna NOTURTLE rivolta alla Comunità Europea continua (e invitiamo tutti a uno sforzo per far firmare più petizioni possibile): le cose possono andare di pari passo.
2 - La questione dell’“inquinamento ambientale” creato dalle tartarughe fa attualmente maggiormente premio che la questione puramente etica. Il regolamento triestino parte dal problema dell’affollamento di laghi e stagnetti da parte delle tartarughe liberate dopo essere stati comperate nei negozi di animali. Quindi se dalle vostre parti c’è qualche naturalista, protezionista o membro del WWF che ha questo tipo di paranoie, fatevi vivi con lui, vi starà di sicuro ad ascoltare, e se riuscirete a convincerlo...
Noi speriamo che questo esempio serva a far nascere altri regolamenti che vietano il commercio di tartarughe d’acqua. Sta in voi che leggete a interessare le persone giuste. Le motivazioni ambientali, se servono a raggiungere il risultato, vanno ugualmente bene, anzi in questo momento, piaccia o no sono più efficaci di quelle etiche.
Per leggere il testo del Regolamento, vai nella sezione Le Leggi in Vigore.
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